Indebitamento e consumo intelligente: i 10 suggerimenti di Prestiamoci

Novembre 23, 2009

Sapevate che debito e risparmio possono convivere senza attriti uno accanto all’altro?

L’importante è vivere l’indebitamento come una possibilità, una soluzione intelligente ed efficace e, per nessun motivo al mondo, come una cosa di cui vergognarsi. Anzi, il debito può rappresentare un valido esempio di consumo intelligente. Acquisire la consapevolezza di poter contare su un finanziamento che possiamo ripagare a un tasso ragionevole, ci permette di affrontare spese – anche ingenti – consentendoci comunque di dormire sonni tranquilli (e di questi tempi non è poco).

Il consumo intelligente è la somma di fattori diversi e l’indebitamento rappresenta solo una parte di questa pratica diventata, per molti di noi, una necessità. Ci sono decine di piccoli accorgimenti che possiamo tenere in considerazione per risparmiare, anche quando decidiamo di contrarre un debito per effettuare un acquisto. In gioco non ci sono solamente fattori economici: anche lo scambio di informazioni ha un ruolo non indifferente in questo contesto.

Partendo dalle nostre esperienze personali abbiamo stilato una lista di suggerimenti che vorremmo condividere con voi nella speranza che possiate trarne spunti utili e benefici reali.

  1. Prenditi il tempo necessario per riflettere sulla reale utilità di un acquisto e valuta bene la relazione costi-benefici.
  2. Chiedi informazioni e consigli a chi ti sta vicino oppure ai membri delle community o dei forum che ruotano intorno all’ambito che ti interessa approfondire.
  3. Ricorda l’utilità di una lingua straniera: conoscere bene l’inglese ti aprirà tutte le porte del mondo reale e di quello virtuale; è impressionante la quantità di informazioni e dati reperibili solo in inglese.
  4. Acquista prodotti di qualità che durino nel tempo, caratterizzati da robustezza e semplicità: la moda passa rapidamente di moda.
  5. Scegli di acquistare on line e utilizza motori di ricerca che ti consentano di comparare i prezzi.
  6. Investi nella tua formazione e in quella dei tuoi figli.
  7. Se acquisti una casa o decidi di ristrutturare quella in cui vivi, acquista serramenti che impediscano la dispersione termica, sostituisci i vecchi termosifoni e prendi in considerazione l’energia alternativa.
  8. Scegli elettrodomestici di classe A++ e utilizzali al massimo della loro capacità.
  9. Decidi quale modello di automobile comprare in base alle tue necessità e al consumo effettivo di carburante.
  10. Prenota le vacanze per te e la tua famiglia con largo anticipo e, se puoi, evita l’alta stagione, questo ti consentirà di risparmiare notevolmente e di usufruire di un servizio migliore.

Il consumo intelligente è il frutto di fattori all’apparenza molto distanti tra loro che, se mescolati con il giusto equilibrio, ci consentono di vivere con serenità anche una scelta in apparenza difficile come quella dell’indebitamento. Il prestito tra persone rappresenta, quindi, una soluzione interessante, uno strumento che ci pone nella condizione privilegiata di migliorare la qualità della nostra vita senza correre inutili rischi.


Chi può richiedere un prestito? Il prestito tra persone va affrontato con serietà e correttezza.

Novembre 9, 2009

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Prestiamoci è una comunità di prestiti tra persone che si fonda sul motto “utili a sé, utili agli altri”. Questo, tuttavia, non significa che chiunque può ottenere un prestito. È  fondamentale sottolineare che l’equilibrio tra il beneficio per il Prestatore e il vantaggio per Richiedente può funzionare solamente se il livello di insolvenza (ovvero la non restituzione del debito) viene ridotto ai minimi termini. Affinché questo accada è necessario che ogni Richiedente presente all’interno della comunità di Prestiamoci abbia un’ottima storia creditizia.

Per conoscere il credit scoring dei singoli Richiedenti – ossia il parametro relativo alla capacità di rimborsare un prestito – Prestiamoci si avvale di uno dei migliori strumenti di informazione creditizia disponibili (il Credit Bureau di Crif).

Affinché una richiesta di finanziamento venga accettata, inserita nel nostro marketplace e, quindi, sottoposta all’attenzione dei Prestatori, oltre alla storia creditizia del Richiedente, è necessario presentare un business plan preciso e dettagliato e scegliere bene come spendere o investire la somma richiesta. Questo vale per i progetti legati alla vita privata – per lo stesso computer si possono spendere 3000 euro nel negozio sotto casa o 2000 acquistando il medesimo prodotto su un sito di commerce -, come per quelli di carattere imprenditoriale, pensiamo per esempio alla creazione ex novo di una micro impresa o all’ acquisto di un dehor per un bar o un ristorante già esistenti.

A questo proposito vorremmo mettere in luce un’ulteriore caratteristica peculiare della nostra community e, cioè, la possibilità per chi chiede un prestito di poter contare – oltre che sul denaro – su informazioni e consigli utili e mirati che – ci auguriamo – i membri della community vorranno condividere tra loro.

Detto questo, per chiedere un prestito è importante sapere che:

  • I Richiedenti di Prestiamoci sono tutti coloro di età superiore ai 18 anni, residenti in Italia, titolari di un conto corrente bancario o postale e con un buon profilo creditizio.
  • La cifra richiesta può variare da un minimo di 500,00 euro a un massimo di 25.000,00 euro.
  • La durata massima di permanenza di un progetto all’interno del marketplace di Prestiamoci è di 15 giorni. Se in questo arco di tempo non viene raggiunto il 100% della copertura, la richiesta viene eliminata.
  • Non è possibile richiedere più di un finanziamento alla volta.

Come già accennato in precedenza, nella valutazione degli accessi al marketplace la finanziaria riconosce moltissima importanza alla buona reputazione di Prestiamoci e di ciascun Richiedente e Prestatore.

È comunque bene sapere che si stima che circa il 46% degli italiani che ricorrono a un finanziamento presentano ottime caratteristiche come creditori e che tra queste ipotetiche 46 persone meno di 3 sono cattivi pagatori (per la precisione 2,9). Evitarli totalmente è impossibile, non si tratta di persone che hanno una cattiva storia creditizia, anzi, in genere ne hanno una buona o buonissima, ma nel volgere del tempo previsto per ripagare il loro debito hanno avuto un problema personale, un incidente, hanno perso il lavoro, oppure hanno fatto un investimento sbagliato dando inizio a un’ attività commerciale o artigianale che non ha dato i frutti sperati.

In caso di ritardato pagamento, Prestiamoci applicherà penali e costi di recupero del credito.

Il prestito tra persone on line – pur rappresentando una forma di finanziamento alleggerita e resa più “umana” rispetto ai canali tradizionali – resta in tutto e per tutto un’operazione finanziaria, e come tale va affrontata con serietà e correttezza, onde evitare di trovarsi, poi, in situazioni spiacevoli se non addirittura compromettenti.

I debiti, anche tra amici, vanno sempre onorati.


Quali progetti o acquisti possiamo effettuare per migliorare la qualità della nostra vita e quella della nostra famiglia?

Novembre 3, 2009

L’attuale crisi economica rimescola le carte relative ai desideri e ai bisogni e, quindi, alle abitudini di vita delle famiglie che scelgono di investire molto più tempo e denaro nella propria casa. La casa torna a essere il centro del progetto di famiglia; un luogo più rilassante e accogliente per sé e i propri amici.

In un momento in cui un viaggio per tutta la famiglia risulta proibitivo, il prezzo del carburante lievita a prescindere dal costo del petrolio o dal valore dell’euro, il conto del ristorante si fa sempre più salato e andare al cinema in quattro sembra essere diventato un lusso… in un momento come quello che stiamo attraversando, il desiderio di costruire intorno a noi e alla nostra famiglia un ambiente accogliente, caldo, che ci permetta, una volta rientrati a casa la sera o durante il fine settimana, di chiudere fuori dalla porta tutte le preoccupazioni e le ansie del quotidiano, diventa una necessità, un bisogno a cui non possiamo e non vogliamo rinunciare.

Famiglia

 

Quali sono allora le spese che decidiamo di sostenere? Quali acquisti possiamo effettuare per migliorare la qualità della nostra vita e quella della nostra famiglia?

 

 

Una volta individuato un prodotto o un servizio – dalla ristrutturazione di un ambiente mal utilizzato (e quindi poco efficiente) al computer per nostro figlio, dalla sostituzione di un vecchio elettrodomestico che consuma quanto un intero palazzo, sino alla realizzazione di un impianto a pannelli solari per il risparmio energetico – è importante scegliere come e dove procedere all’acquisto.

Rivolgersi a una comunità di prestiti tra persone per ottenere un finanziamento è certamente una scelta da prendere in considerazione, e non solo per motivi economici: la community di Prestiamoci offre ai propri membri, oltre alla possibilità di ottenere un finanziamento sostenibile, anche un altro supporto di notevole importanza: la condivisone delle informazioni e, cioè, l’opportunità di ricevere suggerimenti, consigli e indicazioni puntuali relative al migliore modo per procedere all’acquisto di un determinato prodotto o servizio.

Morale:

non basta un tasso vantaggioso per risparmiare quando si decide di sostenere una spesa importante. Informazioni precise e consigli di qualità permettono di ridurre in maniera significativa i costi: questa è la vera forza del concetto di community e, al contempo, rappresenta uno dei valori principali su cui si basa il modello di prestito tra persone di Prestiamoci.

E voi che regalo vorreste fare alla vostra famiglia? Dateci degli spunti sui quali riflettere… più informazioni condividiamo, più saremo utili a voi e a noi stessi.


Quali idee, passioni e progetti di donne e di piccole imprese femminili vorreste contribuire a realizzare?

Ottobre 22, 2009

È dato ormai di fatto che negli ultimi 5 anni le imprese italiane gestite da donne sono cresciute più di quelle gestite da uomini e che, in particolare, sono sempre di più le donne che trovano nella rete le opportunità per creare attività imprenditoriali, commerciali, artigianali, attività più autonome e flessibili che ci permettono di conciliare l’attività professionale con la vita privata.
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Conosco una coppia di ragazze che ha aperto una sartoria grazie all’aiuto di parenti e amici (con questa storia della crisi ci pensiamo due volte prima di buttare un paio di pantaloni), mentre Cecilia, la mia ex vicina di casa, crea gioielli e ora ha un delizioso negozio a Milano, grazie a un amico-socio che ha creduto nelle sue capacità creative.

Purtroppo non sono molte le donne che possono contare sul sostegno di una persona vicina e così soprattutto la lentezza nel trovare le risorse finanziarie e consulenziali per lo start-up fa si che molte buone idee
restino solo tali.

Tra i membri di Prestiamoci molte sono le donne che credono nella forza delle idee al femminile e nel loro potenziale di innovazione o più semplicemente nell’essere capaci di poter conciliare vita lavorativa e familiare. Queste donne ora chiedono il vostro parere.

Esponeteci le vostre opinioni: quali idee, passioni e progetti di donne e di piccole imprese al femminile vorreste contribuire a realizzare? Quali attività commerciali, professionali o artigianali meriterebbero di essere incoraggiate e sostenute?


Istruzioni all’uso: come fare prestiti e ottenere finanziamenti

Ottobre 19, 2009
Istruzioni all'uso: come fare prestiti e ottenere finanziamenti

Istruzioni all'uso: come fare prestiti e ottenere finanziamenti


Fare prestiti e ottenere finanziamenti con Prestiamoci

Ottobre 12, 2009

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Con questo post vogliamo rispondere ad alcune domande che ci avete rivolto negli ultimi giorni.

Prima però, vorremmo sottolineare che al momento stiamo raccogliendo le richieste di chi è alla ricerca di un finanziamento; questo perché vogliamo mettere a disposizione dei Prestatori una serie di progetti concreti, privati o professionali, sui quali investire.

Quindi, chi decide di investire potrà finanziare i progetti che più lo interessano e che gli sono affini, attraverso il sistema di “cherry picking”, il sistema che consente di allocare manualmente alcune quote del suo denaro fino a un massimo di due quote per singolo progetto e del 40% del totale del suo capitale investito.

Il tasso d’interesse a cui potrà prestare il suo denaro ai richiedenti della community, è previsto nella misura del 7% lordo, da cui andranno tolti i nostri costi: una quota d’iscrizione una tantum di 25 euro e una commissione dello 0,8% calcolata sul “transato”, ovvero su ogni singola rata, comprensiva di quota capitale e quota interessi, che il Prestatore incasserà mese per mese.

I guadagni dovranno essere inseriti nella dichiarazione dei redditi, nella sezione “Redditi da Capitale”, e saranno tassati in base all’aliquota del proprio scaglione IRPEF; questa è la situazione ad oggi, ma il P2P è giovane e speriamo in futuro possa avere un trattamento specifico e più favorevole al settore.

Aggiungiamo, inoltre, che ad oggi non è possibile investire per un solo anno, i finanziamenti proposti sono a tre anni: la durata è maggiore, e quindi maturano più interessi, ma la rata è minore e, quindi, più sostenibile per i Richiedenti. Confidiamo che questo porti a minori difficoltà di pagamento.

Sul sito c’è la possibilità di calcolare la propria rata, abbiamo tuttavia scelto di non calcolare un rendimento netto, questo soprattutto per via delle variabili fiscali.

Il dialogo e la condivisone delle informazioni e, dunque, la volontà di costruire rapporti diretti, non filtrati, che vi permettano di porre tutte le domande necessarie per ottenere un prestito o fare un investimento in modo sicuro ed efficace, è uno degli strumenti più importanti che la rete mette a nostra disposizione.

Prestiamoci è un organismo vivente e noi siamo solo una parte di questo progetto, il resto è nelle vostre mani. Date un’occhiata al sito, dietro alle sue pagine ci siamo noi, persone che, come voi, credono nei propri progetti e nel proprio futuro: ogni vostro consiglio, ogni vostra domanda e ogni vostro suggerimento, sono e saranno sempre i benvenuti.


1 ottobre 2009: Prestiamoci è on-line con il nuovo sito

Settembre 30, 2009

logo prestiamoci

Il primo ottobre 2009 Prestiamoci è online con il nuovo sito, una nuova identità grafica che pone l’accento sulla natura umana e trasparente di un nuovo modo di vivere il mondo del credito e dell’investimento.

 

Il nuovo logo simboleggia il desiderio di crescere, di far germogliare delle relazioni che permettano di realizzare progetti e sogni. I colori che abbiamo scelto rappresentano la nostra voglia di comunicare ottimismo e fiducia nel futuro, alla faccia della crisi e del malessere dilagante.

A vostra disposizione ci saranno nuovi contenuti informativi che vi permetteranno di conoscere a fondo il mondo del prestito tra persone e nuove funzionalità operative realizzate in base ai criteri di sicurezza richiesti dal settore finanziario.

Ma Prestiamoci vive anche in rete fra la gente, per questo ci è sembrato naturale allargarci alla sfera sociale tra blog, facebook, linkedin, twitter e friendfeed, per condividere le nostre e le vostre storie di progetti e passioni.

In un primo momento l’accesso completo al sito sarà possibile solamente per chi è alla ricerca di un finanziamento: i Richiedenti potranno da subito inviare i propri progetti che verranno selezionati in base alla loro fattibilità e, successivamente, immessi nel nostro marketplace. Abbiamo, infatti, volutamente scelto di garantire a chi vuole investire di vedere e toccare con mano gli ambiti e i singoli progetti, alla cui realizzazione deciderà di contribuire, prima di allocare le proprie quote. Non ci interessa immagazzinare fondi, vogliamo che i Prestatori compiano le loro scelte consapevoli dell’intera offerta presente sul marketplace e in base ai propri interessi e alle proprie inclinazioni.

Aspettare che le cose cambino è una perdita di tempo, per combattere la crisi è necessario rimboccarsi le maniche, darsi da fare e, soprattutto, rendersi conto che il benessere degli altri e legato a doppio filo con il proprio… da lì “Utili a sé, utili agli altri”.


Prestiamoci: da fine settembre il prestito tra persone tutto italiano

Settembre 18, 2009

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È ufficiale, siamo pronti a partire. Prestiamoci ha ottenuto da Banca d’Italia l’autorizzazione a operare nell’ambito del prestito tra persone.

Il nuovo sito di Prestiamoci verrà lanciato nelle prossime settimane con l’obiettivo di introdurre un carattere distintivo e tutto italiano nell’ambito del prestito tra persone nel nostro paese.

Prestiamoci vuole incarnare le peculiarità dello spirito italiano in materia finanziaria con una proposta su misura per la propria community, con una tecnologia sviluppata ad hoc e con un modello innovativo di credit scoring per garantire un servizio di qualità.

Ci rivolgiamo, da un lato, alle piccole medie imprese, alle famiglie, ai giovani di talento, alle donne, spesso mamme imprenditrici alla ricerca di un finanziamento ad un tasso vantaggioso, per far crescere la propria attività imprenditoriale, realizzare un progetto famigliare o semplicemente effettuare un acquisto.

Dall’altro, a chi cerca un’opportunità d’investimento che meriti fiducia con un rendimento interessante, scegliendo di  contribuire a realizzare passioni e progetti di persone e di piccole imprese.

La community di Prestiamoci sarà caratterizzata dalla trasparenza, frutto della conoscenza reciproca, dallo scambio di informazioni e suggerimenti a sostegno dei progetti da finanziare e dalla volontà condivisa di essere contemporaneamente utili a sé e utili agli altri.

In un momento così complesso, dove accedere al credito o fare investimenti vantaggiosi che non implichino un rischio troppo elevato risulta particolarmente difficile, il prestito tra persone rappresenta uno strumento molto efficace.

Quindi, tenetevi pronti perché all’inaugurazione mancano solo poche settimane!


IL MONDO DI PRESTIAMOCI

Agosto 28, 2009

 

peperoni

Per me quest’anno stessa spiaggia stesso mare… Bellissimo tempo, vacanze con tutta la famiglia in campeggio, allietate dalla benedizione di tutti i media che, dopo anni di vacanze intelligenti, ci hanno invitati alle vacanze “intelligenti e sobrie”. Invito non certo raccolto da tutti, ma nel mondo di Prestiamoci la sobrietà ci sta, ed alla sera di fronte ad un bicchiere di mirto, complice la frescura, ti domandi cosa ci aspetta a settembre.

Tutto più caro, c’è la crisi e su internet deve finire la mania di regalare tutto. Vuoi le notizie del campionato in tempo reale? …paga! Vuoi le notizie di qualità dei giornali dei grandi magnati della carta stampata? …paga! Magari paga poco, ma paga.

Ma no, tutto gratis leggono invece gli amici informati ed entusiasti dell’ultimo libro del guru di internet Chris Anderson: “Gratis. Ad ogni costo”. Il titolo allarga il cuore al buon padre di famiglia, ma deve essere un po’ eccessivo se è interpretato dall’autore come: “Prima o poi ogni azienda dovrà capire come ricorrere al ‘gratis’ nel proprio modello di business o, in un modo o nell’altro, competere con il ‘gratis’ altrui”.

Nel mondo di Prestiamoci i soldi sono importanti. Spesso nelle nostre tasche sono pochi e devono essere spesi bene. In un recente post di questo blog (“Prestiamoci la felicità”) si ricordava peraltro che un’importante organizzazione internazionale ha confrontato il benessere delle nazioni misurando la speranza di vita, che è più alta in Costa Rica che in Italia, Spagna e Germania.

Ma certo i soldi non danno la felicità (…come si fa la faccia ironica per iscritto?). La felicità la danno le persone serene, soddisfatte e ottimiste, ma non facciamoci distrarre da ideologie o fantasie sui soldi: il problema di cui parlare non sono il soldi ma… il Prezzo! Il prezzo delle cose, il prezzo dei servizi e anche il prezzo dei soldi.

Immaginiamo che il prezzo di una notizia sia 0,0001 centesimi di euro: forse per me quel prezzo non esiste quasi, consumassi anche mille notizie non me ne accorgerei nel mio bilancio familiare, ma per chi la vende quel prezzo può valere milioni di euro.

Immaginiamo che un peperone renda al contadino che ha coltivato il suo campo 9 centesimi. Invece quando lo compero io, lo pago almeno 20 centesimi. E’ lo stesso peperone, solo un po’ stanco e malandato perché dalle campagne pugliesi ha viaggiato fino a Milano, viaggio faticoso a farlo in macchina con il climatizzatore, figurarsi sul cassone di un camion.

Immaginiamo di comprare una bella obbligazione, di quelle consigliate per non correre rischi. Certo rende pochissimo, ma ne potete trovare tante… e poi immaginiamo di leggere sul giornale un articolo di economia e finanza e ipotizziamo di cambiare idea e di venderla. Quanto costa cambiare idea sui nostri risparmi, per gestirli in maniera “sobria ed intelligente”?

L’altro ieri il Sole 24 Ore titolava: “BoT a rendimento nullo. Nuovi minimi storici: tasso lordo dei semestrali 0,55%, netto a 0,08%”. Ho proprio l’impressione che per noi, in Italia, oggi il problema sia il prezzo delle cose in parte scritto sullo scontrino in parte scritto nei pensieri e nelle preoccupazioni degli ultimi giorni di vacanza.

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Facebook, quanto mi piace?!

Agosto 7, 2009

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Accompagnando un amico nella sperduta provincia novarese, in un paesino dal nome difficile da ricordare, mi imbatto in via Walt Disney, che incrocia via Donatori di Sangue.

Oddio, mi dico io, che fantasia… vuoi vedere che fra un anno ripasso di qua e mi becco via Facebook, via Twitter… (via Prestiamoci me la aspetto fra un paio di anni, invece).
Insomma – penso più tardi – dovendo fantasiosamente dare il nome a una via, mica mi sono venute in mente via Marchionne, via Profumo, via Martiri dei Prodotti Strutturati… no, il mio primo pensiero è stato via Facebook!

E poi -  continuando la mia riflessione – mi dico che alla fine questa “grande festa in maschera virtuale” è entrata nelle nostre vite di navigatori curiosi e voraci di socialità molto di più di quanto, forse, ce ne rendiamo conto. Perché, alla fine – prima o poi – tutti noi, in Facebook, sbattiamo il testone.

“Oh Giovanni”, dice mia mamma, 80enne, “ma ho letto di una roba di internet, Facebù, che vale un sacco di soldi, ma che cosa fa? Cosa produce?” “Niente, mamma”, rispondo io, “fa tutto e niente: ci intrattiene nelle serate solitarie (no mamma, non è come la TV), ci fa scavare nelle vite altrui (no, mamma, non è come Novella2000), aiuta a farci tenere i contatti con i nostri ‘amici’ (no mamma, il cellulare è un’altra cosa…)”. Meno male che non mi ha chiesto niente di Twitter, dico io, se no mi toccava spiegarle del microblogging e di quanto questo altro strano fenomeno abbia stravolto il mondo della comunicazione moderna, trasformandola in 140 caratteri di interazione virtuale.

Passando da mia mamma a Bill Gates, notavo come alla fine anche lui, uno dei Padri indiscussi della moderna era informatica (eppure  non so proprio spiegarmi come mai ma una via Microsoft mi risulta difficile da immaginare…) è dovuto scendere dal suo Olimpo e avere a che fare con il fenomeno Facebook.
Certo, apparentemente non ne ha parlato bene. Ha comunicato che ha cancellato il suo account e che alla fine questo tipo di social network rischia di essere eccessivamente time-consuming. A riprova di ciò, il suo malessere nel dover accettare qualcosa come 10mila richieste di amicizia…

Intanto, Mr Gates, l’account che adesso chiudi con una certa insofferenza, un qualche giorno , magari d’inverno, solo, a casa, annoiato, l’hai aperto… e quindi è un po’ come se un VIP che entra all’Autogrill si debba lamentare perché tutti gli chiedono l’autografo … cosa ti aspettavi?
Secondo, il valore del tempo libero varia da persona a persona. Il tuo, Bill, non oso pensare cosa possa valere… quanti milioni al secondo.
Ma, considerando che la noia rende negativo il valore del tempo libero, sai quante persone sono assolutamente contente di sprecare noia su internet?

Detto questo, non pensiate che il sottoscritto sia un fan di Facebook o delle sue web-sfaccettature: o meglio , non chiamiamo Facebook una comunità perchè allora mi viene il mal di stomaco.
Quanti dei vostri 100/200/400 ‘amici’ lo sono veramente? Quanto realmente vi interessa che Mario Rossi, compagno del liceo, vada in vacanza a Diano Evigno piuttosto che a Vertemate con Minoprio?  Oppure,  che la/il vostro ex si palesi chiedendo come ti butta la vita (senza di me)?!

Alla fine, chiamerei Community quella piccola parte, un 5-10% di persone alle quali ci sentiamo legati veramente, e con le quali comunichiamo ANCHE tramite Facebook, ma che, diciamocelo, amiamo sentire via telefono, via mail,via sms…. insomma, per vie un filo più esclusive della grande cabina telefonica della rete.

Però, via Facebook, e di questo sono certo, prima o poi, da qualche parte, me la becco…

G.